lunedì 27 aprile 2009

Oche selvatiche

Oche selvatiche
ombre veloci
dentro il tramonto,
brevi ricordi
destinati a svanire
nel cuore cupo della notte
che sorge
e si abbatte pesante
sul mondo coperto di oblio.

Sia ora

Si sciolgano i lacci,
il lupo divori
e venga trafitto.
Sanguini la luna dai morsi
e il sole anche,
è tempo che risorgano.

Bolina

Barca sbandata
la mia.
Così deve
vela in stretta bolina.
Da sempre sbandata
a risalire vento e mare,
orgoglio
di cambi di bordo
e mai d'andatura.
Quando sarà
il vento
a cambiare
stabilizzerò lo scafo
finalmente lascando;
altrimenti,
saprò
restare sbandato.

Alla Capannina da Ciccio

Il Magra scivola
pigramente
in mare,
la brezza agita
tonalità di verde
che la notte si limita
a suggerire.
Vermentino,
ancora un bicchiere
dove sciogliere
la malinconia dell'estate
che scivola
pigramente
nell'autunno.

In poche estati

In una musica datata
rivivo il tuo sorriso
e ricordo
i miei vent'anni
e l'amore
che hai consumato,
in poche estati,
fra le braccia
di un altro.

Neve antica

Fitta e pesante
nella nebbia dell'uomo
cade a coprire il presente
e negli opachi riflessi
rimbalza caldo il passato;
mentre nel cielo denso
due corvi stanno
sulle spalle del tempo.

Un abbraccio

a D.B.

Un abbraccio di dolore
dato con braccia
destinate a un altro.